— Ahi fato iniquo! Ahi morte empia e rapace
ch'involi al mondo il fior d'ogni bellezza!
Ahi, ché 'l sol d'onestate e gentilezza
in questa invida tomba estinto giace!
Resti pur l'arco qui, resti la face:
ch'ad arder e ferir mia forza avezza
da quel bel volto, ogni altro vanto sprezza;
né vo' né debbo aver col ciel mai pace.
Pianga Adria meco i suoi perduti onori,
e poi mai sempre in questo amaro giorno
rinovi il pianto e 'l caro nome adori. —
Con tai lamenti al mesto sasso intorno
sparse in gran copia Amor lagrime e fiori;
e 'l ciel si fe' di due Veneri adorno.