Odo la voce tua benigna e pia
con l'orecchie, Signor, ma più col core.
E bench'in me bellezza altra non sia,
bella mi rende il tuo infinito amore;
e 'l mio non men, che te cole e desia
con profonda umiltà di puro ardore.
Eccomi dunque tua divota ancella
fatta sol da tua grazia e degna e bella.