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1536–1602

352

Celio Magno

Perché 'l don già concesso or mi ritogli, Amor? E 'l cangi in duolo? Perché 'l diletto solo non ti dia morte, e del tuo ben ti spogli.

Qualche conforto almen, se vuoi ch'io viva, tempri il mio amaro lutto. Non è misto il mio frutto, ma sol d'aspro o di dolce al colmo arriva.

Come dunque vivrò, se già 'l tormento dal cor l'alma divide? Il dolor non ancide, ma ben per allegrezza altri fu spento.

Ahi, ch'anzi torna, più che morte amara, ogni tua breve noia. Ogni mia leve gioia ancor via più che vita è dolce e cara.

Troppo è mia fé di tanto strazio indegna. Soffrir tacendo dèi, se fedel servo sei; basti che quinci a te salute vegna.

Pietosa crudeltà, pietà crudele: voler, perch'io non mora, che provi morte ognora, e che del mio morir non mi querele.

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