Poich'empia morte ha quel valor distrutto
che d'opre ornava il mondo illustri e conte,
me stesso a consolar forze ho mal pronte,
non che spender le possa a commun frutto.
Anzi dal pianto altrui più al pianto indutto
vien che, qual rio per pioggia, il duol sormonte;
che raro il sol vedrà, nasca o tramonte,
altro a gloria maggior spirto produtto.
E se per dar conforto al cor dolente
suoi pregi a celebrar cantando io torno,
dai pregi stessi il duol crescer si sente.
Tu, novo Orfeo, l'amaro in ch'io soggiorno
sei con tua cetra a raddolcir possente,
e far, dando a lui vita, a morte scorno.