Oh foss'io degno del tesoro in parte
ond'ora il nome mio s'ingemma e inostra
come del vostro cor, ch'indi si mostra,
Marin, mi glorio aver sì ricca parte.
Ma cieco affetto a me l'onor comparte
che troppo val con debil merto in giostra;
e mentre vien da lui mia lode mostra,
pinge incauto voi stesso a parte a parte.
Voi degli anni sul fior correte dietro
con piè franco a virtù per camin erto,
pien d'opre degne e d'umil cure scarco;
io su i vostri pietosi omeri carco
novo Anchise in amor, vo lieto e certo
di fuggir de l'oblio l'incendio tetro.