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1536–1602

341

Celio Magno

Deh, perché avien che noi crudel consume il tempo, s'è, qual noi, del ciel figliuolo? Né spuntar possa umana forza o dolo degli occulti suoi strali il duro acume?

Lasso, ho già sparso il crin di bianche brume col dolce amico, e seco al fin me n' volo; e 'l gioir nostro ognor si turba al duolo che di smembrarsi l'un da l'altro assume.

Ma se certo è 'l morir, dee consolarmi che i nomi giunti almen, com'ora i cori, vivran nel canto onde a lui piacque ornarmi; e ch'io pinto non men ne' tuoi colori

securo vo, di seco eterno starmi a l'ombra ancor de' tuoi famosi allori.

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341 · Celio Magno · Poetry Cove