Deh, perché avien che noi crudel consume
il tempo, s'è, qual noi, del ciel figliuolo?
Né spuntar possa umana forza o dolo
degli occulti suoi strali il duro acume?
Lasso, ho già sparso il crin di bianche brume
col dolce amico, e seco al fin me n' volo;
e 'l gioir nostro ognor si turba al duolo
che di smembrarsi l'un da l'altro assume.
Ma se certo è 'l morir, dee consolarmi
che i nomi giunti almen, com'ora i cori,
vivran nel canto onde a lui piacque ornarmi;
e ch'io pinto non men ne' tuoi colori
securo vo, di seco eterno starmi
a l'ombra ancor de' tuoi famosi allori.