Dunque a palustre e roco augel s'inchina
di Pindo il più gentil cigno canoro
qual tu, Ferrari? E 'l mio rozo lavoro
al favor del tuo canto il ciel destina?
Ben gir caro a sì degna e pellegrina
alma e di mie fatiche ampio ristoro:
ma dal bel di tue lodi alto tesoro
il mio basso valor troppo declina.
E del tuo dolce inganno è la radice
ch'io, per me nudo, a te splendo coperto
del mio compagno entro la luce altera.
Basti a me del cor d'ambo esser felice
e nell'amarvi anch'io, s'altro non merto,
d'ambo voi riportar palma primiera.