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1536–1602

339

Celio Magno

Dunque a palustre e roco augel s'inchina di Pindo il più gentil cigno canoro qual tu, Ferrari? E 'l mio rozo lavoro al favor del tuo canto il ciel destina?

Ben gir caro a sì degna e pellegrina alma e di mie fatiche ampio ristoro: ma dal bel di tue lodi alto tesoro il mio basso valor troppo declina.

E del tuo dolce inganno è la radice ch'io, per me nudo, a te splendo coperto del mio compagno entro la luce altera. Basti a me del cor d'ambo esser felice

e nell'amarvi anch'io, s'altro non merto, d'ambo voi riportar palma primiera.

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339 · Celio Magno · Poetry Cove