Frutto che da sé nacque aspro, immaturo,
con gusto infermo, amor soave stima,
mentre il tuo divin canto il mio sublima,
a cui le Muse ognor sì scarse furo.
Ben col tuo nome il mio giunto assicuro
di quell'onor ch'invan sperai da prima,
posto or da man benigna in tanta stima
e rinovato al bel viver futuro.
O mia rara ventura, o ricco pegno
d'alma cortese, ove ogni nobil brama
s'alza con l'opre a glorioso segno!
Ch'è la tua vita di virtute e fama
perpetuo fonte; onde, o d'invidia è pregno,
o senza cor chi non t'onora ed ama.