Chi me, d'ingegno umil, povera tomba
cantando illustra e d'arricchir procura?
Chi rende eterno quel che poco dura
e volge un muto sasso in chiara tromba?
Certo d'angelo voce or qui rimbomba,
ch'ov'io nulla sperai fama futura,
dal diluvio mortal mi fa secura,
sì come altr'arca già sacra colomba.
Dunque a me d'onor ceda ogni sepulcro,
che 'l feretro si cangia in lieta cuna
e nel mio cieco albergo il sol si scorge.
Rispondo: Amor cortese in stil sì pulcro,
con altri, in te sue proprie doti aduna:
ché dal suo fonte ogni miracol sorge.