Skip to content
1536–1602

336

Celio Magno

Chi me, d'ingegno umil, povera tomba cantando illustra e d'arricchir procura? Chi rende eterno quel che poco dura e volge un muto sasso in chiara tromba?

Certo d'angelo voce or qui rimbomba, ch'ov'io nulla sperai fama futura, dal diluvio mortal mi fa secura, sì come altr'arca già sacra colomba.

Dunque a me d'onor ceda ogni sepulcro, che 'l feretro si cangia in lieta cuna e nel mio cieco albergo il sol si scorge. Rispondo: Amor cortese in stil sì pulcro,

con altri, in te sue proprie doti aduna: ché dal suo fonte ogni miracol sorge.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
336 · Celio Magno · Poetry Cove