Quel che splende in tre soli unico sole
dal ciel di gloria per sovran consiglio
d'infinita pietà rivolse il ciglio
ne l'uom, simile a lui, diletta prole.
Mentr'ei di gravi error sott'alta mole
giaceva oppresso in lagrimoso esiglio,
e' mandò per suo stampo il proprio figlio,
pegno promesso in sue sacre parole.
Quegli in terra discende e in uman velo
con sua vita a ben far gli porge essempio,
e con la morte sua da morte il guarda.
Or qual petto esser può sì duro ed empio,
scorto ver lui di Dio sì ardente zelo,
che d'amor, grato a tant'amor, non arda?