Oh come gli occhi e 'l cor m'alletta e fura,
nobil giardino, il tuo ridente aspetto,
come tra lor nel tuo bel campo eletto
contendon de la palma arte e natura.
Né men deve in te dirsi alta ventura
servir signor di cortesia ricetto
che sol prezza il tesor del tuo diletto
quand'altri il gode, e in ciò tua gloria cura.
Ben dunque egli di te, di lui tu degno,
ciascun più per altrui che per sé nato,
doppio in terra del ciel gradito pegno:
tu di letizie, ei di virtute ornato.
E vince il merto d'ambo ogni alto segno,
o paradiso, o possessor beato!