Sfoghi ciascun d'Ascanio al chiaro nome
sovra il sepolcro il primo acerbo lutto;
ma tosto poi, dai lumi il pianto asciutto,
sian da ragion le forze al senso dome.
Ch'a noi nol fura il ciel, ma il toglie come
tesor per sé, non già per noi, produtto;
e basta ben di sue degn'opre il frutto,
ch'insegnan d'alti fregi ornar le chiome.
Or la bell'alma in Dio beata gode
di vita a par di cui quest'altra è morte,
ch'ognor fortuna afflige e 'l tempo rode;
né vive sol ne la celeste corte,
ma la fama di lui, ch'intorno s'ode,
gli apre ancor qui d'eternità le porte.