Skip to content
1536–1602

320

Celio Magno

Sfoghi ciascun d'Ascanio al chiaro nome sovra il sepolcro il primo acerbo lutto; ma tosto poi, dai lumi il pianto asciutto, sian da ragion le forze al senso dome.

Ch'a noi nol fura il ciel, ma il toglie come tesor per sé, non già per noi, produtto; e basta ben di sue degn'opre il frutto, ch'insegnan d'alti fregi ornar le chiome.

Or la bell'alma in Dio beata gode di vita a par di cui quest'altra è morte, ch'ognor fortuna afflige e 'l tempo rode; né vive sol ne la celeste corte,

ma la fama di lui, ch'intorno s'ode, gli apre ancor qui d'eternità le porte.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
320 · Celio Magno · Poetry Cove