Skip to content
1536–1602

319

Celio Magno

Mentre che 'l bel Sebeto a le sue sponde risonar ode: — Il grande Ascanio è morto! — con fronte mesta anch'ei, da l'acque sorto, al publico dolor così risponde:

— Oh qual sol di virtute a noi s'asconde a l'eterno oriente in ciel risorto! Quanto l'occaso suo gran danno ha porto de l'alto Ibero e d'Ippocrene a l'onde!

Sfrondi de' lauri suoi, sfrondi le cime Febo, e de le sue palme il fero Marte: cinti il crin di funesta, oscura benda. Ed ai lor tronchi l'uno in alta parte

di lui la spada, e l'altro infra le prime la nobil cetra lagrimoso appenda. —

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
319 · Celio Magno · Poetry Cove