Nulla in te, Strozzi, ammiro,
se tra le due città scerner non puoi
qual più sue glorie ha sparte.
Che là 've il ciel comparte
merto infinito, il giudicar vien meno;
e riman vinta umana lingua ed arte.
Tal io non scorgo a pieno
volto a te di virtù specchio fra noi;
se più 'l tuo affetto, onde arricchir mi vuoi,
o la tua dolce musa
m'ha d'obligo e piacer l'alma confusa.