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1536–1602

307

Celio Magno

Proprio soverchio amor, ch'in noi rinforza gli sproni del desio ch'al mal trasporta, apre a stolta superbia ancor la porta ch'ogni fior di virtù recide e scorza.

E qual senza nocchier che regga l'orza nave a perir se n' va da Borea scorta, tal privo di ragion morte riporta chi dà le vele a questo vento in forza.

Io per rifugio espongo agli occhi miei confitto in croce il re del cielo, e quali fonti versar le mani e i santi piei; e mentre a me poi dico: — Or tu che vali,

misero? Tu che polve ed ombra sei? — Veggio il mostro fuggir, vinto e senz'ali.

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