Proprio soverchio amor, ch'in noi rinforza
gli sproni del desio ch'al mal trasporta,
apre a stolta superbia ancor la porta
ch'ogni fior di virtù recide e scorza.
E qual senza nocchier che regga l'orza
nave a perir se n' va da Borea scorta,
tal privo di ragion morte riporta
chi dà le vele a questo vento in forza.
Io per rifugio espongo agli occhi miei
confitto in croce il re del cielo, e quali
fonti versar le mani e i santi piei;
e mentre a me poi dico: — Or tu che vali,
misero? Tu che polve ed ombra sei? —
Veggio il mostro fuggir, vinto e senz'ali.