A le lagrime pie ch'io vo spargendo
con bassi carmi ad alta impresa accinto
ceda in prova d'amor Virgilio, vinto,
a cui per altro, umìl, la palma rendo.
Io l'aspra sorte tua mia propria intendo,
d'alta e verace doglia il petto cinto;
quei con bell'arte espresse un pianger finto,
del cesareo favor l'aura seguendo.
E quanto a smorta stella il sol prevale,
tanto il mio don del suo più nobil dico,
s'altrui d'onor via più che d'oro cale:
ch'oltra il tuo affetto, ond'io l'alma nutrico,
mi dai col tuo valor vita immortale
e trofeo del crudel tempo nemico.