Or sì che, mentre nel tuo stil risuono,
splende chiaro il mio nome infra i migliori;
or sì che m'ergo al ciel dal volgo fuori
assiso in alto e glorioso trono.
Ma in farmi tal d'assai men degno e buono,
sembri, mastro gentil, che ferro indori;
o qual pittor ch'esprima in suoi colori
il più bel posto il vero in abbandono.
Così per te di quel ch'io manco abondo,
del mio avaro destin le forze dome,
e m'assicuro dal morir secondo;
che, del tuo lauro anch'io cinte le chiome,
sotto il tuo ricco e glorioso manto
vivrò ne la tua vita a Febo a canto.