Suo studio volge a gloriosa parte
che d'Arpin segue orando il figlio eletto:
come indicio ne dan con chiaro effetto
mille degne memorie al mondo sparte.
Né da' fioriti campi in tutto ei parte
ov'han le Muse il lor dolce ricetto;
arma a questi non men d'ardente affetto
la lingua Febo, e spirto infonde ed arte.
Dunque il mio ingegno in tal camin s'affanni,
più per fama acquistar che per tesoro;
e s'io la spero invan, ciò mi conforte:
che potrà, Dolce, il vostro stil canoro,
in cui scorgo d'amor cortesi inganni,
serbarmi eterno a più felice sorte.