Quali occhi al pianto e qual petto a' sospiri
più deono aprire il corso? Oh qual ingegno
che di saldo giudizio arrivi al segno
puote a l'alma apportar maggior martiri,
Gradenico, che i tuoi? Che più non miri,
più non ascolti il tuo pregiato pegno;
e lui, d'eterna laude e gloria degno,
che già in terra fruisti, in ciel sospiri.
Tu 'l vedesti, l'udisti e 'l conoscesti;
tu più ch'altro l'amasti e l'onorasti:
ond'or più ch'altro doloroso resti.
Piangerlo non puoi tu ch'al merto basti;
lodarlo sì, poiché dal cielo avesti
le rime pronte, come i desir casti.