Febo, se pur talor languidi e stanchi
i tuoi destrier dal camin lungo senti,
questi al carro non men destri e possenti
prendi e gli adopra insin chi tuoi rinfranchi.
Ma, se tu forse ancor ti sazi e stanchi
quando la via del ciel più ratta tenti,
ch'entri in tua vece il lor signor consenti;
né temer che poc'atto al freno ei manchi.
Splendor di senno e cortesia ch'appressi
più la tua luce, in null'altro dimora;
né d'esser caro a te, segni più espressi.
Poich'in Parnaso a lui tu presti ancora
la lira e 'l plettro co' tuoi carmi istessi,
onde ognun dopo te l'ama ed onora.