O non più di terror, non più di morte
ma di vita e sperar pegno sicuro,
divin sepolcro, in cui deposte furo
le membra di Giesù, lacere e morte.
Oggi usciron di te vive e risorte,
in corpo pien di gloria eterno e puro,
acciò simil godesse il ben futuro,
fatta felice a pien l'umana sorte.
Così beò col suo morir nostr'alma,
e col risuscitar il fragil manto,
doppio in noi del su' amor trionfo e palma.
Infinità pietà, che per me tanto
sofferse, e presa in sé mia grave salma,
volse in premio la pena, in gioia il pianto.