Qual sì fera, crudel, nefanda mano
sul duro legno il mio Signor confisse?
Perch'a se stesso il cor pria non trafisse
ch'esser a chi 'l fec'uom tanto inumano?
Ma che parl'io d'altrui, misero insano?
Io fui cagione ond'ei morte soffrisse
e che quel sangue immacolato uscisse
per lavar il mio lezzo empio e profano.
Io, quasi poco fosse il suo tormento,
con ingiusti desir, con perfid'opre
riporlo in croce mille volte or tento.
Oh quanta in me la sua pietà si scopre!
Poiché sì gravi error, quand'io me n' pento,
largo perdona, e col suo merto copre.