Viva serberò vivo, e morto ancora,
Amor, la fiamma del mio nobil foco
che l'alma eterna in sé per tempo o loco
cangiar non pò 'l desio che l'innamora.
Riman sempre il mio ardor d'ogni uso fora,
di rea fortuna invitto al crudo gioco;
anzi, l'offese sue curando poco,
vince se stesso in maggior vampa ognora.
Al tuo solo poter se n' va soggetto,
lieto che di tua dolce esca gradita
il suo incendio nodrir prendi a diletto.
Ch'è tua gloria il mio foco; e chi l'infiamma,
ricco e solo tesor de la mia vita,
o preziosa, inestinguibil fiamma.