Skip to content
1536–1602

282

Celio Magno

Viva serberò vivo, e morto ancora, Amor, la fiamma del mio nobil foco che l'alma eterna in sé per tempo o loco cangiar non pò 'l desio che l'innamora.

Riman sempre il mio ardor d'ogni uso fora, di rea fortuna invitto al crudo gioco; anzi, l'offese sue curando poco, vince se stesso in maggior vampa ognora.

Al tuo solo poter se n' va soggetto, lieto che di tua dolce esca gradita il suo incendio nodrir prendi a diletto. Ch'è tua gloria il mio foco; e chi l'infiamma,

ricco e solo tesor de la mia vita, o preziosa, inestinguibil fiamma.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
282 · Celio Magno · Poetry Cove