Vaga e candida luna,
secondo occhio del cielo,
degna sorella del signor di Delo;
qual meraviglia fia
che quanto di bellezza in te s'aduna
perda al bel volto de la donna mia?
S'ella dispiega al vento
chiome d'or, tu d'argento?
Ma, se per altro ancor seco contendi,
giudice Febo, al suo parer ne prendi:
che te non sol men bella,
ma, se la lingua al ver non fia rubella,
dirà ch'ove arde più di raggi cinto,
dal lume anch'ei di que' begli occhi è vinto.