— Perché, lassa, non m'è concesso tale
pianto trovar, che la mia pena adegui?
Onde questo meschin cor si dilegui,
ch'a tanto duol più contrastar non vale?
Ma per qual aspra mia colpa mortale
inimico destin sì mi presegui?
E tu, Clori, a che tardi? A che non segui
lui, ch'al ciel se ne va con spedit'ale?
Aspetta, gloriosa anima e bella,
me, ch'esser voglio in vita e 'n morte, quanto
esser si può, fida compagna e ancella. —
Ciò detto cadde al suo Damone a canto
Clori: e, congiunte, a la par loro stella
ambe l'alme n'andar tra gioia e canto.