Splende de la mia dea nel vago viso
di cortese pietate un vivo raggio,
che sicuro mi fa d'onta e d'oltraggio,
anzi mi scopre il ben del paradiso.
Ma troppo alte impromesse e dolce riso
fan che d'occulto inganno ha tema uom saggio:
che qual pesce torcendo il suo viaggio
ingordo a l'esca trae, resta deriso.
Dunque voi, cui d'amor l'arte e gli inganni
per prova aperti son, fatemi accorto,
sì ch'io gli ami suoi fugga e i suoi gran danni.
Ma se, com'odo, ogni rimedio è corto
e pur convien che 'l suo piacer ne 'nganni,
mi date almeno ond'io non resti morto.