Skip to content
1536–1602

246

Celio Magno

Splende de la mia dea nel vago viso di cortese pietate un vivo raggio, che sicuro mi fa d'onta e d'oltraggio, anzi mi scopre il ben del paradiso.

Ma troppo alte impromesse e dolce riso fan che d'occulto inganno ha tema uom saggio: che qual pesce torcendo il suo viaggio ingordo a l'esca trae, resta deriso.

Dunque voi, cui d'amor l'arte e gli inganni per prova aperti son, fatemi accorto, sì ch'io gli ami suoi fugga e i suoi gran danni. Ma se, com'odo, ogni rimedio è corto

e pur convien che 'l suo piacer ne 'nganni, mi date almeno ond'io non resti morto.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
246 · Celio Magno · Poetry Cove