Spenta è l'indegna fiamma onde cotanto
per te, donna, arsi, e quel vil nodo sciolto
ch'Amor m'avea d'intorno al cor avolto:
più non mi stan pensier dogliosi a canto.
Ma qual di Circe e di Sirene al canto
Ulisse già, tal a tu' insidie tolto
ver la mia cara libertà son volto
che lungamente ho sospirato e pianto.
Non era lunge a rimaner disperso
se non mi socorrea divin consiglio,
già quasi in fera irrazional converso.
Dunque campato da sì gran periglio,
rendo al ciel grazie in alta gioia immerso,
poiché m'aperse al maggior uopo il ciglio.