Mentre la bella e gentil donna mia,
qual in Cinto talor Delia si vede,
al dolce suono accompagnando, il piede
movea con onestate e leggiadria.
Febo, che tal beltà qua giù scopria,
dicea: — Qual luce a farmi oltraggio riede? —
E Amor, ch'altero in que' begli occhi siede,
visibilmente i cori altrui feria.
Quando, volgendo il guardo suo cortese,
degnò mirarmi: e presto al mio tormento
l'ascoso arcier gli strali e l'arco prese.
Deh, perché 'l tenne in me sì poco intento?
ch'al suo bel lume, a le soavi offese
del mio signor potea morir contento.