Skip to content
1536–1602

238

Celio Magno

Mentre la bella e gentil donna mia, qual in Cinto talor Delia si vede, al dolce suono accompagnando, il piede movea con onestate e leggiadria.

Febo, che tal beltà qua giù scopria, dicea: — Qual luce a farmi oltraggio riede? — E Amor, ch'altero in que' begli occhi siede, visibilmente i cori altrui feria.

Quando, volgendo il guardo suo cortese, degnò mirarmi: e presto al mio tormento l'ascoso arcier gli strali e l'arco prese. Deh, perché 'l tenne in me sì poco intento?

ch'al suo bel lume, a le soavi offese del mio signor potea morir contento.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
238 · Celio Magno · Poetry Cove