Se tela variar di seta e d'oro
sapea, qual voi, con dotta, industre mano,
l'antica Aracne, avria Pallade invano
palma sperato al suo più bel lavoro.
E quando nude, esposte in Ida foro,
per aver di beltà vanto sovrano,
le tre dee, voi scegliea giudicio sano,
se foste giunta a paragon tra loro.
E se Diana ancor per santo zelo
di verace onestà lassù riluce,
quanto di splender voi più degna in cielo?
Poich'in voi tanto de l'eterna luce,
novella dea, dal bel corporeo velo
fuor per ben mille raggi a noi traluce.