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1536–1602

223

Celio Magno

Se tela variar di seta e d'oro sapea, qual voi, con dotta, industre mano, l'antica Aracne, avria Pallade invano palma sperato al suo più bel lavoro.

E quando nude, esposte in Ida foro, per aver di beltà vanto sovrano, le tre dee, voi scegliea giudicio sano, se foste giunta a paragon tra loro.

E se Diana ancor per santo zelo di verace onestà lassù riluce, quanto di splender voi più degna in cielo? Poich'in voi tanto de l'eterna luce,

novella dea, dal bel corporeo velo fuor per ben mille raggi a noi traluce.

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