Cor d'Aletto crudel, nemica mia,
a torto accesa in me d'ira e di sdegno,
ch'io, qual misero Orfeo, render m'ingegno
col canto a' miei desir benigna e pia;
quando avrò da te pace? Oh quando fia
ch'almen t'incresca del mio strazio indegno,
posto il velen, per cui pianger convegno
mia speme uccisa allor che più fioria?
Deh, se ver te mai non commessi offesa,
mercé si desti omai dentro il tuo petto,
onde mi sia la morte speme resa;
e volto in gioia il mio doglioso affetto,
con questa cetra, a miglior fine intesa,
canti la tua pietate e 'l mio diletto.