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1536–1602

218

Celio Magno

In sacro tempio, ove divota, umìle turba pace e perdono al ciel chiedea, sotto velo mortal celeste dea m'apparve in vista a Citerèa simìle.

Questa, in atto e parlar dolce e gentile, volto a me 'l lume, onde negli occhi ardea, degnò chiedermi in scorta, ove fremea l'onda del vulgo impetuoso e vile.

Io, com'uom ch'alto dono a sé concesso di sognar crede, quindi fuor la scorgo, ben più d'ogni altro aventuroso duce; ond'ella sparse in me sì dolce luce

che vinto io ne rimasi, ed or m'accorgo che per altrui guidar perdei me stesso.

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218 · Celio Magno · Poetry Cove