Ahi mio dolce signore, ahi mio secondo
padre, imagin del primo a morte spinto,
qual destin vuol ch'ancor te pianga estinto,
con eguale aspra piaga, al cor profondo?
Parto di tua pietà, rinacqui al mondo,
l'empio furor di mia fortuna vinto;
or, di te privo, in novo mar respinto
d'affanni io son, che non ha porto o fondo.
Né di tua patria men sostegno e lume
tu fosti: ond'ella meco, orbata e mesta,
versa dagli occhi un lagrimoso fiume.
Alma or beata in ciel, già in mortal vesta,
sii pia ver noi; deh serba il tuo costume:
ambo consola, e 'l tuo favor ne presta.