Signor, se misurando il proprio danno
del grand'avolo vostro il fin piangete,
ah ch'in voi, non in lui pietoso sete:
e dal senso ragion riceve inganno.
O se per fonte pur le lagrim'hanno
il mal ch'indi a la patria uscir vedete,
deh nova piaga al cor non le giungete
con quel che nascer può dal vostro affanno.
Chi può morte fuggir? Chi dar col pianto
e co' lamenti al corpo essangue vita?
Perché al voler di Dio lagnarsi tanto?
Carca d'anni e di gloria al ciel salita
l'alma or si gode al suo fattor a canto
fuor di queste miserie eterna vita.