O d'umane speranze iniqua sorte!
Ch'ove di maggior ben frutto s'attende
ivi più tosto e d'improviso stende
sue man rapaci invidiosa morte.
Mentre d'ogni bel don che gloria apporte
te, Gianfrancesco, il ciel sì adorno rende
e Verona per te più chiara splende,
cadesti, ohimè, per destin empio e forte.
Tal vago e nobil fior ch'in ricco prato
sua pompa spiega, il capo a terra inchina,
da ria tempesta o cruda man troncato;
pianse questa di morte alta rapina
povero e mesto il mondo in ogni lato;
e lieta al ciel poggia l'alma divina.