S'udio nel tuo mortal corso periglio
quando più colmo avea di gioia il petto,
cangiando in grave duol l'alto diletto
dir così la tua patria umida il ciglio:
— Ahi, che sul più bel fior m'è tronca, o figlio,
tua vita e 'l mio sperar di te concetto;
e invan sì larghi frutti altronde aspetto
di fé, di lingua, d'opra e di consiglio.
Deh sanal tu, Signor, tu che m'hai porta
dianzi salute a tanta gloria unita,
sendo anch'io sì vicino al mio fin scorta. —
Or ch'a lei ti salvò celeste vita,
raddoppia il gaudio; e par d'afflitta e morta
che torni teco un'altra volta in vita.