O novo Apollo, o sol, che ben di Dio
sotto velo mortal sembianza mostri;
tu, che rendi felici i giorni nostri
con tanto ben del ciel, ch'in te s'unio;
mentre infinita in atto umile e pio
gente a te vien dai più lontani chiostri,
perché quel c'ha nel cor scopra e dimostri,
di inchinarti e vederti alto desio;
a me, che sovr'ogni altro il tuo bel lume
divotamente adoro, apri la strada
che mi meni a vestir più salde piume.
Mostra, Signor, dove convien ch'io vada
per sottrarmi al volgar basso costume,
e perché, senza te, non pera e cada.