Skip to content
1536–1602

183

Celio Magno

Qual rara sorte o qual celeste mano, dolce amico diletto, il laccio ordio Ch'i nostri cor sì strettamente unio che d'essempio simil si cerca invano?

Tu de l'anima mia desir sovrano, porto a' tristi pensier del petto mio; a te primiera e dolce cura anch'io, anch'io tuo porto in questo flutto insano.

Felice nodo e degno sol che giunto par d'amici sì raro, eterno tegna o con noi manchi in un medesmo punto; perché qualunque morte innanzi spegna,

l'un pensando da l'altro esser disgiunto, mille morti a provar lasso non vegna.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
183 · Celio Magno · Poetry Cove