Spesso per te goder da me si parte
l'alma, ove al corpo or è 'l camin preciso;
e quando al mio sembiante il guardo hai fiso,
ivi si loca, e sua virtù comparte.
Quinci io non men nel dolce inganno ho parte
mentre me scorger vivo in lui t'è aviso;
e benché lungi, a te vicino assiso
pasco il digiuno, e 'l cor consolo in parte.
O forse anco da te l'error si crea:
perché 'l desio, ch'ognor di me ti strinse,
dipinto agli occhi tuoi m'avviva e bea.
Che spesso ancor a' miei sì propria finse
amor tua imago, ovunque io li volgea:
che lei per vera ad abbracciar mi spinse.