Dolce lite cortese; ove chi cede
vince, et ad ambo vien gloria e diletto;
ov'io da Febo in grazia arbitro eletto
dirò qual nel mio cor sentenza siede.
L'un quel c'ha certo in man fa dubbio e chiede,
e spron giunge a voler pronto e perfetto;
l'altro amando aver dee tema e sospetto
ch'andar possa virtù senza mercede.
Prega l'un dov'ha imperio; in vista agghiaccia
l'altro bench'arda, e i cor più freddi accende;
e 'l ver ciascun seguendo il falso abbraccia.
Ma tutto cortesia scusa e difende:
e 'l canto e 'l merto in voi che l'alme allaccia,
ambo d'ogn'alto onor degni vi rende.