O mia sorte beatrice, o cari inganni!
O nobil del mio pregio esca e focile!
Pur m'è dato per voi da Battro a Tile
volando gir con gloriosi vanni.
Chi spera in premio mai, benché s'affanni,
quel ch'a me giunge in don, ricco monile?
Qual ragion, che non sembri invidia ostile,
fia più che 'l mio dir basso incolpi e danni?
Dunque agli eroi che l'alte imprese fero
e di virtute al sol ch'in voi m'appare,
questo cor renda grazie eterne e sole;
e mentre ancor basciar presente spero
la bella man che sì mi volse ornare,
a star l'anima mia con voi se n' vole.