Qual per dolce liquor che 'l gusto inganni
misto diletta un cibo amaro e vile;
o qual oscuro corpo appar simìle
a bel color ch'in vetro il guardo appanni;
tal, mentre vinti i Traci empi tiranni,
lieta e vaga materia oltr'ogni stile,
Beatrice, io canto: il mio sir aspro ed umìle
v'alletta e piace adorno in falsi panni.
E perché ancor via più s'asconda il vero,
l'ornate in rime voi sì dolci e care
ch'altro cibo, altro bel l'alma non vuole;
così acquistan dolcezza e lume intero
da gloria e cortesia che non ha pare,
del mio canto i concetti e le parole.