Skip to content
1536–1602

171

Celio Magno

Un augel sol v'è che si rinova e riproduce del suo proprio seme: Fenice in Siria detto, a cui dan cibo non biada o erbe, ma di puro incenso

lacrime e succo d'odorato amomo. Questa, poi che cent'anni ha cinque volte vivendo corsi, sopra un'elce ombrosa o d'una palma tremolante in cima

con l'unghie e 'l duro rostro a sé compone, già vecchia e stanca, il fortunato nido. Di nardo con cinnamomo e mirra costrutto un rogo, a quel sopra si pone,

e fra gli odor sua lunga età finisce. Quindi è fama che, eletto ad altrettanti anni varcar, da le paterne membra nasca di novo un pargoletto augello;

il qual, come in robusta età si sente atto a peso portar, del grave nido disgrava gli alti rami, e grato e pio de la natia sua culla e del paterno

sepolcro insieme, a sé fa dolce soma: che poi, per l'aere a la Città del sole giunto, davanti a le sacrate porte del gran tempio di lui, depone e lascia.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
171 · Celio Magno · Poetry Cove