Col ricco vaso e 'l suo purgato inchiostro
di voi, saggio Venier, cortese dono,
scriver sol i' devrò ch'inferme sono
mie forze in render grazie al merto vostro.
E benché di Parnaso a l'alto chiostro
basso risponde de' miei carmi il suono,
scriverò quel ch'in mente ognor ragiono
di voi, novo splendor del secol nostro.
Ch'Apollo, a cui sì caro esser vi sento,
colmerà del mio ingegno i fonti asciutti,
per vostra gloria a la mia gloria intento.
Raro acquisto d'amor: poiché produtti
mi sono, ov'io mostrarmi, al mondo tento
più grato in voi, da voi più dolci frutti.