La bella man, che mille cor gentili
sì dolcemente in nobil laccio avinse,
e di sì bei lavor tela distrinse
ch'a suoi fur già d'Aracne i pregi umìli;
l'industre man, chi volti al ver simìli
con stupor di natura e d'arte pinse;
ch'al suon poi volta, ogni aspro cor constrinse
tener tutt'altre gioie indegne e vili;
la dotta man, con cui la bella Irene
tessea ghirlanda a sé di verde alloro:
morta or si sta con ogni nostra spene.
Ma quant'altro negli occhi e ne' crin d'oro
e 'n quel bel corpo il mondo a perder viene
di virtute e d'amor ricco tesoro?