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1536–1602

163

Celio Magno

Vaghe stelle, del cielo occhi lucenti, onde quasi il dì spento or si ravviva, deh, se colei che di splendor vi priva parta dal suo Titon con passi lenti,

mentre fra mille cor, che lei dolenti seguian, partendo Irene al ciel saliva, dite quanto al passar la casta diva pregio le diè d'oneste voglie ardenti.

Quali poi vi sembrar Pallade e quella che nel mar nacque, a le lor grazie conte, ambedue poste a paragon con ella; come al bel coro del Castalio fonte

Giove l'aggiunse poi nova sorella, come Febo d'allor le ornò la fronte.

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