Fra i tanti lumi del tuo raro ingegno,
quasi in adorno ciel più chiare stelle,
due splendon arti in te, sì vive e belle
che vincon di natura ogn'alto segno.
D'ambe la forza è di virtù sostegno,
e i nomi altrui di mano al tempo svelle;
l'una d'Omero onor, l'altra d'Apelle,
ambe primo di Febo amato pegno.
Questa pingendo parla, e morta spira,
quella parlando pinge, e i morti avviva;
stupido l'una e l'altra il mondo ammira.
Così doppio al tuo crin lauro s'aggira,
e poiché 'l pregio lor da te deriva,
te formi ogni pennel, suoni ogni lira.