Skip to content
1536–1602

144

Celio Magno

Più di te vecchio legno in preda al vento scorgo anch'io da vicin l'ora funesta, ché morte il san non men che l'egro infesta; ira con tai voci al cor porgo ardimento:

a che tanto dolor, tanto lamento perché ritoglia Dio quel che ne presta? A che deve uom bramar lunga tempesta e del suo proprio porto aver spavento?

Vissi; e potea lo spazio esser più corto. E se de' falli miei per tema imbianco, in lui che mi creò prendo conforto. Ciò pensa e tu: ma più ti renda franco

che di te, sacro cigno, ancor che morto, non verrà mai la gloria e 'l canto manco.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
144 · Celio Magno · Poetry Cove