Skip to content
1536–1602

142

Celio Magno

Non ha 'l mio cor giamai con più diletto più nobil cura in sé vivendo scorto che di giovarti; e 'n ciò pur mi conforto darti ancor segno del mio ardente affetto.

Ma 'l render paghi a mie forze è disdetto tuoi dolci prieghi: in cui te stesso a torto frodi del vanto a me concesso e porto, benché tutto è d'amor cortese effetto.

E se pur mentre teco alzarmi tento in pregio e 'n fama, ove tu pieghi io stendo talor le braccia a sostenerti intento, son quasi fido legno a cui crescendo

ricco arboscel s'appoggia: e ornamento da' tuoi rami felici e gioia prendo.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
142 · Celio Magno · Poetry Cove