Desto amor dal mio amor è 'l tuo ch'or giunge,
novo sole, ad aprirmi il dì più chiaro;
e mentre ei m'alza de' più degni a paro,
divini accenti a cortesia congiunge.
Primo e tacito amai, scorto sì lunge
il mio dal pregio tuo sublime e raro;
or che tu mi precorri in stil sì caro,
vergogna me del mio silenzio punge.
Ma troppo oltra il mio merto, alma gentile,
m'orna il tesor del tuo benigno affetto
col farmi a te, che par non hai, simìle.
E s'empie tanta grazia il mio diffetto,
ragion è ben ch'in questo core umìle
tu, qual nume in suo tempio, abbi ricetto.