Quel, che di stelle il ciel, di pesci l'acque,
l'aria d'augei, di fior la terra, empio,
Fattor del tutto, uom vero e vero Dio,
sol per noi morto, in questa tomba giacque.
Aver qui fine a l'Infinito piacque
per infinito error, ch'in sé punio;
troppo aspro a sua bontà, troppo a noi pio;
e quinci sol per noi sorto rinacque.
Che non pur fe' lo spirto in noi beato,
ma, seco unita, ancor l'umana salma
alzò da morte ad immortale stato.
Qui, dopo giusta croce, o miser'alma,
te non men chiudi; e, spento il tuo peccato,
risorger spera a gloriosa palma.